Coronavirus e pelle: dita covide

da | Mag 1, 2020 | Blog, Coronavirus, Covid-19

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The Latest On Coronavirus: Covid-Toes

Qui a First Derm facciamo il possibile per portarvi le ultime notizie sugli effetti del Covid19 in dermatologia. Sebbene alcuni recenti studi mostrino casi elevati di orticaria e rosacea, c’è una condizione della pelle che si è distinta per avere una connessione maggiore al coronavirus rispetto alle altre. Tale fenomeno è noto come ‘Covid toes’ ossia, una forma di geloni alle dita dei piedi. 

 

Cosa si intende per dita da Covid ?

Il nome è stato coniato da molti giornali internazionali per descrivere una strana condizione della pelle che appare più frequentemente in coloro che hanno contratto Covid-19. Descritto come dita Covid, si intende una forma di geloni che di solito colpisce le dita dei piedi, le quali si gonfiano e possono diventare blu scuro. Esse sono di solito dolorose e talvolta pruriginose. Tale condizione è causata da un’infiammazione dei piccoli vasi sanguigni nella pelle, generalmente dovuta a un’esposizione prolungata al freddo non gelido, a cui fa seguito un riscaldamento. Ciò comporta che i piccoli vasi sanguigni superficiali della pelle si dilatino rapidamente rispetto ai vasi più grandi e profondi, causando una sorta di restrizione a collo di bottiglia che non permette a sufficiente sangue di irrorare i tessuti periferici. Una situazione similare a ciò che avviene in presenza di microtrombi.

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Coronavirus (Covid-19) Skin: Covid Toes
Coronavirus (Covid-19) Skin Covid Toes

Microtrombosi e Covid-19 – Quanto è forte la connessione?

Dal momento che i geloni di solito appaiono a temperature ridotte, un aumento dei casi riportati negli ultimi mesi ha insospettito i dermatologi, facendo pensare ad una qualche correlazione con il virus COVID. La ricerca principale in tal senso finora proviene da un dipartimento di terapia intensiva nei Paesi Bassi, dove fra i 184 pazienti ricoverati per polmonite indotta da Covid-19, il 31% ha sviluppato complicanze correlate a coaguli di sangue (noti come trombosi). Questi coaguli spiegherebbero alcune delle complicanze più gravi legate a Covid-19, quali micro-embolia polmonare, e possibilmente le Covid toes. Anche il centro medico della Columbia University, facente seguito allo studio dei Paesi Bassi, ha affermato che buona parte dei pazienti Covid-19 presenta livelli molto più alti di D-dimero (che è un indicatore di coaguli sanguigni). La loro ricerca pertanto conclude che la probabilità che esista una correlazione tra stato di ipercoagulabilità, Covid-19 e mortalità è elevata.

 

Che dire di altre condizioni della pelle?

Esistono diverse altre condizioni dermatologiche che sono state associate al coronavirus, quali l’orticaria, la rosacea, la dermatite e persino l’acne, come evidenziato in questa ricerca. Va precisato, però, che non si può affermare in modo sicuro che queste malattie siano causate dal virus in questa fase. L’orticaria infatti, potrebbe spiegarsi in relazione ad un nuovo farmaco che il paziente sta assumendo, mentre dermatite ed acne portebbero essere dovuti ad elevati livelli di stress, cambiamenti di routine nella cura della pelle, frequenti lavaggi delle mani e uso mascherine protettive. Per ulteriori informazioni, consigliamo i seguenti due studi dell’Accademia spagnola di dermatologia che affrontano singolarmente le condizioni precedentemente menzionate in relazione al coronavirus. Qui si può trovare il primo articolo e il secondo articolo.

 

 

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